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Mercoledì 19 Giugno 2024

Mari in affanno: il Mediterraneo ha raggiunto temperature record

I mari del nostro Pianeta sono sempre più affaticati per colpa dell’inquinamento causato dalle attività umane. Ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti finiscono nei nostri mari a causa degli sversamenti di plastica, petrolio e sostanze chimiche che contaminano le acque, danneggiando la flora e la fauna marina e conseguentemente anche l’uomo, attraverso il consumo di cibi contaminati dalle sostanze tossiche. Come se questo già non bastasse a destare enormi preoccupazioni, la drammatica crisi climatica che sta investendo il nostro Pianeta sta causando l’innalzamento del livello dei mari, minacciando l’esistenza stessa degli stati insulari in via di sviluppo e delle popolazioni costiere.

Secondo un report del WWF presentato in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, celebrata lo scorso 8 giugno, i mari hanno raggiunto la temperatura record di 21,1°C, innescando conseguenze come gli eventi meteorologici estremi che purtroppo occupano sempre più frequentemente le cronache. Inoltre, le maggiori temperature stanno causando una crescente acidificazione delle acque che sta letteralmente distruggendo le barriere coralline, rompendo un collegamento vitale per le catene alimentari e minacciando turismo ed economie locali. Non sono da meno nel conteggio dei danni arrecati ai nostri mari e al loro ecosistema anche uno sviluppo costiero non sostenibile, alcune tipologie di pesca eccessivamente invasive e dannose per altre tipologie di fauna ittica e l’estrazione mineraria in acque profonde.

L’anno scorso, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato il trattato più significativo degli ultimi decenni per quanto riguarda la governance degli oceani, l’Accordo sul Diritto del Mare sulla Conservazione e Uso Sostenibile della Biodiversità Marina nelle Aree Oltre la Giurisdizione Nazionale. Anche il Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare ha recentemente richiamato le nazioni, invitandole a prendere misure per ridurre, controllare e prevenire l’inquinamento marino causato dalle emissioni di gas serra. Il Summit del Futuro di quest’anno e la Conferenza sugli Oceani delle Nazioni Unite, prevista per il prossimo anno in Francia, sono ulteriori opportunità per impegnarsi in azioni che possano restaurare e proteggere i nostri preziosi ecosistemi marini e costieri.

Triste record per il Mar Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo detiene purtroppo il triste primato di hotspot del cambiamento climatico: le sue acque sono sempre più calde e sempre più salate. Tra il 2011 e il 2020 la temperatura ha subito un aumento medio dello 0,88°C rispetto al periodo 1850-1900. Nell’aprile 2023 la temperatura media della superficie del mare ha raggiunto il nuovo record di 21,1°C con impatti significativi e, in alcuni casi, irreversibili sugli ecosistemi marini in tutta la sua estensione, generando conseguenze rilevanti su settori economici cruciali come la pesca e il turismo, oltre che sulla nostra salute e alimentazione. Ancor più preoccupante è l’impatto sulla termoregolazione climatica globale, perché gli oceani svolgono un vero e proprio ruolo chiave attraverso il sistema di correnti oceaniche (noto come “Nastro Trasportatore” o “Circolazione Termoalina”) che trasporta le acque calde dalle regioni tropicali verso le latitudini più elevate dove poi si raffreddano, affondano e ritornano verso i tropici in un ciclo continuo. Gli oceani sono fondamentali per il benessere del Pianeta anche per quanto riguarda la produzione di ossigeno: basti pensare che il 50% dell’ossigeno generato sulla Terra è attribuibile al fitoplancton marino e che ogni anno gli oceani assorbono circa ¼ dell’anidride carbonica emessa, corrispondente ad almeno il 30% di tutte le emissioni di COâ‚‚ generate dalle attività umane in tutto il mondo.

Come sottolineato dal report di WWF, il “respiro” dell’oceano è sempre più in affanno e sono necessarie azioni urgenti per abbattere ulteriori emissioni di gas serra e aumentare la resilienza dell’ecosistema marino agli impatti del cambiamento climatico, proteggendo la biodiversità. Nello studio, intitolato “Il respiro degli oceani”, la ONG ambientalista prende in esame 6 case history che riguardano il Mare Nostrum: la tropicalizzazione del Mediterraneo orientale, l’aumento delle specie aliene invasive, la proliferazione di meduse, la perdita delle praterie di Posidonia oceanica, la scomparsa delle gorgonie e la mortalità di massa della Pinna nobilis. L’analisi evidenzia come preservare la biodiversità marina sia essenziale per assicurare un futuro al Pianeta, perché è proprio grazie al fenomeno denominato “fish carbon” che tutti i vertebrati marini contribuiscono al sequestro del carbonio negli oceani (tra cui tartarughe, uccelli marini, mammiferi come balene e delfini, e pesci come squali, tonni e sardine). Le praterie di Posidonia, prendendo ad esempio uno dei casi citati nel report, stanno via via scomparendo dai mari a causa dell’inquinamento e del cambiamento climatico, causando pesanti squilibri: oltre ad essere l’habitat di numerose specie marine, queste praterie si occupano anche di sequestrare circa 5.7 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.

Il WWF suggerisce diverse soluzioni concrete, prima fra tutte la protezione efficace del 30% dello spazio marittimo del Mar Mediterraneo entro il 2030, attraverso l’istituzione di AMP (Aree Marine Protette). Senza dubbio è inoltre essenziale proteggere i corridoi ecologici vitali per la sopravvivenza di numerose specie migratorie come le balene e pianificare una gestione dello spazio marittimo che sia rispettosa dell’ecosistema marino, sotto la guida delle Direttive Europee.

L’impegno delle aziende

Airbank da sempre è impegnata per offrire soluzioni innovative per contrastare l'inquinamento delle acque e garantire interventi tempestivi in caso di sversamenti di sostanze e liquidi pericolosi. Grazie ai suoi kit di pronto intervento antisversamento, Airbank supporta grandi e piccole aziende nell'affrontare situazioni di emergenza in modo rapido ed efficace, riducendo al minimo i rischi per l'uomo e per l'ambiente. La sua gamma di prodotti è al servizio della protezione ambientale, come le diverse tipologie di barriere di contenimento per sversamenti marittimi, comprese quelle con rete anti-medusa e anti-alga, o gli skimmer disoleatori a rulli, spazzola o dischi, alleati imprescindibili per ripulire da petroli, oli e idrocarburi le superfici di mari, fiumi e laghi.

Proteggere i nostri mari e oceani è una responsabilità di tutti e con il contributo di aziende come Airbank è possibile lavorare insieme per preservare la salute degli ecosistemi marini e garantire un futuro sostenibile per le generazioni a venire.

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