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Giovedì 22 Febbraio 2024

Inquinamento: la salute dipende dall'aria che si respira

Gli effetti del riscaldamento globale sono ogni giorno più consistenti e non solamente apprezzabili a occhio nudo ma soprattutto tramite l’aria che entra nei nostri polmoni. La qualità di ciò che respiriamo nelle nostre città, infatti, non è solo un problema per il Pianeta che ci ospita ma porta con sé la responsabilità della salute dei cittadini, causando patologie anche gravissime e mietendo circa 53 mila vittime ogni anno. 

 

Secondo una recente analisi condotta da Altroconsumo, Il nemico numero uno è il particolato - ovvero quelle polveri sottili generate dai gas di scarico delle automobili, dei sistemi di riscaldamento e delle industrie - che con le loro dimensioni microscopiche consentono l'inalazione profonda nelle vie respiratorie, procurando problemi cardiovascolari e respiratori. Le polveri si depositano nei bassi strati atmosferici, peggiorando tangibilmente la qualità dell’aria, in particolare intorno alle grandi aree metropolitane e con un ulteriore aggravarsi nelle zone solitamente nebbiose. Va da sé che i residenti in aree come la Pianura Padana e diverse altre zone del Nord sul livello del mare si trovano a respirare aria avvelenata per molti giorni l’anno.

L’organizzazione dei consumatori sottolinea la pericolosità di tre principali elementi, veri e propri killer silenti che colpiscono quotidianamente. Il primo è il black carbon, contenuto principalmente nella frazione fine del particolato (PM2.5) ed emesso come residuo di qualsiasi processo di combustione, la cui inalazione secondo gli studi epidemiologici è concausa dell’insorgenza di patologie cardiopolmonari e di mortalità. Ci sono poi temutissimi inquinanti secondari come ossidi e biossidi di azoto, originati da combustioni a elevate temperature come quelle raggiunte dai motori delle auto, estremamente irritanti per l'apparato respiratorio e compartecipi della formazione di piogge acide, con conseguenze importanti sugli ecosistemi acquatici e terrestri. Ultima, non in ordine di pericolosità, l’ammoniaca, gas dall'odore pungente, irritante e tossico che contribuisce alla formazione di particolato secondario.

 

Circa 3 italiani su 4 vivono in un territorio inquinato, con una concentrazione di polveri sottili superiori ai limiti stabiliti per la tutela della salute. L’anticiclone africano, che sta attraversando il nostro Paese in queste prime settimane del nuovo anno, ha portato un caldo assolutamente anomalo rispetto alle medie stagionali, provocando una bassa pressione atmosferica che ha costretto diverse regioni ad annunciare l’allerta rossa per i livelli di inquinamento nell’aria. Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte e Lazio sono entrate in emergenza smog, prevedendo misure emergenziali. Nel 2023 sono state 58 le città in cui la concentrazione media di polveri sottili ha superato il limite di riferimento di 10 microgrammi per m3.

Agire per il cambiamento

Come possiamo arginare il problema nel nostro quotidiano? Quali sono le misure che possiamo adottare? Logicamente il primo passo è valutare, ove possibile, un’alternativa all’automobile a combustibili fossili optando per le motorizzazioni elettriche, oppure affidandosi direttamente a una scelta di mobilità sostenibile, spostandosi con la bicicletta o con i mezzi pubblici. Altre azioni determinanti sono installare impianti di riscaldamento alimentati da fonti rinnovabili, come ad esempio quella solare, e sostituire i camini con delle stufe a pellet di ultima generazione. 

 

Evidentemente anche le industrie possono svolgere un ruolo essenziale nel contrasto all’inquinamento, adottando pratiche di efficientamento energetico di immobili e impianti, grazie alle quali si possono ottenere i Titoli di Efficienza Energetica (Certificati bianchi), e avvalendosi di una consulenza ambientale antinquinamento che, tramite sopralluoghi tecnici e un follow up progettuale, fornisce reportistiche, attività di formazione e strumenti chiave per l’implementazione dei sistemi di gestione. Airbank segue i suoi clienti lungo tutto il percorso, a partire dalla gestione delle pratiche e passando per la presentazione dei progetti, per finire con l’affiancamento in azienda di figure key account dedicate e con l’organizzazione di giornate a tema sulle tematiche ambientali e di HSE (Health and Safety Executive).

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