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Venerdì 26 Marzo 2021

Acqua: un elemento da tutelare

Ogni anno, il 22 marzo, si celebra la giornata mondiale dedicata alla tutela della risorsa idrica #WorldWaterDay. L’obiettivo di questa giornata, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, è quello di celebrare l’acqua e richiamare l’attenzione sulla crisi idrica globale.

In tempi di pandemia si è compreso ancora di più quanto questo elemento sia prezioso per le nostre vite, basti pensare all’importanza di lavarsi le mani; eppure un gesto così semplice non è da dare per scontato: quasi tre miliardi di persone in tutto il mondo non hanno questa possibilità.

Secondo i dati Onu, una persona su 3 non ha infatti accesso all'acqua pulita e la situazione peggiorerà, senza interventi efficaci, tanto che si stima che entro il 2050 saranno 5,7 miliardi a vivere in zone con carenza idrica per almeno un mese all'anno.

Non a caso il sesto dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’’Agenda 2030 - programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU - verte proprio su questo argomento: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.

L'Onu invita inoltre a riflettere sul valore dell’acqua in senso lato: “ ...il suo valore supera di gran lunga il suo prezzo, è un valore incalcolabile per la nostra casa, la cultura, la salute, l'istruzione, l'economia o l'integrità del nostro ambiente naturale. Se trascuriamo anche uno di questi aspetti, rischiamo di gestire male questa risorsa limitata che è insostituibile''

Da dove partire, dunque?

Da una riconversione radicale in senso eco-sostenibile dei modelli di sviluppo, che deve essere realizzata da un lato attraverso politiche mirate, ma dall'altra che deve essere accompagnata anche da un cambiamento dei comportamenti individuali di ciascuno di noi.

Acqua e consumo di carne, ad esempio, sono due facce della stessa medaglia: secondo la Fao la siccità è, a livello globale, la principale causa della perdita di produzione agricola, eppure si continua a impiegare questa preziosa risorsa negli allevamenti intensivi. Basterebbe limitarne il consumo e l'impatto ambientale ne risulterebbe modificato.

L’Italia, in senso più ampio, ha la grande ambizione di essere leader in questa transizione ecologica, grazie all’istituzione del "Ministero della transizione ecologica" (MiTE), che ha, dal 2021, competenze in materia di ambiente, ecosistema, tutela del patrimonio marino, , valutazione di impatto ambientale tutela del suolo dalla desertificazione e del patrimonio idrogeologico.

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