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Mercoledì 23 Giugno 2021

Educare all'oceano per difendere un bene prezioso

Educare e coinvolgere i giovani sull’importanza dell’oceano.

Con questi obiettivi la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (IOC-UNESCO) ha proclamato il Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile 2021-2030: dieci anni dedicati a comprendere l’importanza vitale del mare e degli oceani per il nostro Pianeta e costruire un programma comune di ricerca e innovazione tecnologica attorno al quale mobilitare la comunità scientifica, i governi, il settore privato e la società civile.

Il tutto per arrivare a costituire una vera e propria Generazione Oceano che, per il 2030, avrà maturato sia consapevolezza dell’importanza dell’oceano che conoscenza scientifica adeguata, e sarà anche pronta a diventare protagonista del cambiamento necessario.

Un lavoro che ha preso il via con il “Manifesto del Decennio del Mare: verso l’Oceano di cui abbiamo bisogno per il Futuro che vogliamo”, call to action che invita cittadini, imprese, istituzioni a prendere parte attiva alle iniziative della campagna del Decennio del Mare.

Ma perché bisogna proteggere e valorizzare l’oceano? Il 70% del nostro pianeta e? ricoperto di acqua e per questo è necessario preservare, studiare e valorizzare le acque da vari punti di vista, dalle scienze alla musica, dall’economia alla cultura.

Per l’Italia il mare è decisamente una “risorsa” fondamentale: il nostro Paese custodisce 55 Beni del Patrimonio Mondiale luoghi naturali e culturali tra i piu? famosi al mondo, molti dei quali situati in zone costiere. In più, conta su altre designazioni dell’UNESCO come 17 geoparchi e 19 riserve della biosfera e ospita la più ricca biodiversità di specie animali e vegetali.

Per quanto riguarda l’economia, invece, tra il valore aggiunto e la produzione, la pesca registra in Italia ben 2891 milioni di €. Il mare è inoltre nevralgico per il settore del turismo costiero e marino, senza dimenticare il campo emergente delle energie rinnovabili dove l’energia blu ad oggi vale circa 420 milioni di €.

I dati UNESCO evidenziano infine il ruolo svolto dall’oceano nella regolazione del clima: senza “carbon sink”, i livelli di CO2 atmosferica sarebbero vicini a 600 ppm (parti per milione), il 50% in più rispetto alle 410 ppm registrate nel 2019, che è già al di sopra dell'obiettivo concordato per limitare il riscaldamento globale a 2°.

Per questo, come ha ricordato Francesca Santoro, specialista di programma dell’Intergovernmental Oceanographic Commission UNESCO e promotrice del Decennio del Mare in Italia, è necessario continuare a “studiare per comprendere il ruolo dell’oceano nel ciclo del carbonio e sviluppare politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici per il prossimo decennio”, attraverso una alfabetizzazione oceanica in sinergia tra i più diversi campi (dalla scienza, all’arte, alla cucina), per aumentare la consapevolezza sullo stato dell'oceano ma anche fornire strumenti e approcci per trasformare la conoscenza in azioni concrete.

In tale contesto si collocano le numerose iniziative presentate dal Decennio del Mare nell’ambito della Giornata dell’oceano, (che si è celebrata l’8 giugno). Tra queste spicca il partenariato con l’Associazione Progetto Mediterranea, partita con la barca a vela Mediterranea per un nuovo triennio di navigazione, studio e ricerca del mar Mediterraneo. Insieme a B-Women Italy e all'Associazione Donne di Mare, il Decennio del Mare ha inoltre presentato il premio “Donna di Mare 2022”, riconoscimento dedicato alle figure femminili impegnate per la salvaguardia dell’oceano. È stata infine annunciata la seconda edizione dell’Oceanthon 2021, realizzato insieme al Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e ad Hack for Italy: si tratta del primo hackathon italiano dedicato all’innovazione in campo marino, che sarà aperto a tutti i paesi del Mediterraneo e si svolgerà in maniera totalmente digitale dal 17 al 19 settembre.

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